ORSI ITALIANI MAGAZINE


Cocksucker

Un racconto di Cazzius Clay

 

Avevo fatto tardi con gli amici, ma non mi andava di tornare a casa perche' faceva caldo, o forse perche' avevo strani pensieri per la testa. Mi sentivo piuttosto eccitato; desideravo tanto vedere e toccare insomma, mi avete capito!

Mi addentrai per le vie e viuzze del centro storico. Improvvisamente mi accorsi che c'erano due uomini che mi osservavano. Li' per li' non sapevo se preoccuparmi o meno. Potevano anche essere ladri che si volevano approfittare di me perche' ero solo.

Iniziai a osservarli; erano dei bei maschioni, vestiti in jeans e maglietta. I jeans erano sdruciti e stretti, soprattutto sulla patta, e lasciavano immaginare mondi meravigliosi, fatti di cazzi duri e forti, desiderosi di essere leccati da una lingua da frocio come la mia. Le magliette lasciavano intravedere dei petti forti e muscolosi, e soprattutto si capiva che erano villosi e maschi.

Si stavano avvicinando e io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal loro corpo meraviglioso.

- Cosa fai da solo qui? Cerchi compagnia, ragazzo? - Non sapevo che cosa rispondere. - Guarda, sembra ipnotizzato dal tuo cazzo, Nicola. Che sia un frocetto? -

- Cosa volete da me? - dissi, avendo ritrovato per un attimo la parola.

- Ehi, parla anche! Dai che ti abbiamo capito. Vuoi mettere la mano qui? - Ovviamente mi avevano indicato proprio la patta di quello che si doveva chiamare Nicola.

Io ero proprio ipnotizzato, perche' avvicinai veramente la mano. Sentii subito il calore della sua minchia, avvolta da quegli splendidi jeans, sempre piu' vicino alla mia mano. Che meraviglia! La mia mano era li' sopra la sua carne soda, su quel muscolo che si stava irrigidendo sempre piu'.

Ma ecco che in quel momento mi spinsero a terra, ridendo. Ero in ginocchio di fronte a loro. Davanti ai miei occhi i loro splendidi jeans che vestivano corpi tutti da guardare! L'altro prese le mie mani e mi disse di slacciargli la cintura. Io non me lo feci ripetere due volte. Ero davvero emozionato, tanto il desiderio, ma riuscii a slacciare la cintura. Andai oltre senza che mi dicessero altro e sbottonai i jeans.

- Hai visto Saro come lavora bene questo frocetto? E gli piace anche la tua minchia, guarda come le sue mani sono su di te. -

Era proprio vero, le mie mani, ma anche la mia lingua e tutto il mio viso erano a contatto con le sue mutande sporche, che contenevano quei muscoli meravigliosi e forti.

- Ehi frocetto di merda, ti piace annusare i cazzi? Ma forse vorresti anche gustare un po' del mio latte! Apri la boccuccia dai, che ti faccio assaggiare questo nettare. -

Ma improvvisamente iniziai ad avere paura, non so perche' ma pensai che non potevo continuare a scherzare col fuoco. Chi erano questi uomini? Potevano anche farmi del male.

- No, basta ora, non voglio andare oltre. Lasciatemi andare a casa.

- Sentilo! Ora vorrebbe tornarsene a casuccia, senza aver pagato il biglietto per lo spettacolo che si e' gia' goduto. Senti frocio, vedi di farmi un bel pompino perche' ne ho un gran bisogno. Mi hai eccitato fin troppo; non puoi andartene cosi' comodamente lasciandomi senza avermi svuotato i coglioni! -

E subito mi presero con la forza, tutti e due. Saro usci' la sua minchia fantastica e gia' dura dalle mutande e me la infilo' con la forza nella bocca.

- Lo so che ti piace frocione. Non fare il prezioso -

In effetti, dopo aver tentano invano di lottare per liberarmi la bocca da quel pezzo di carne, iniziai a provare un desiderio fortissimo di leccargli la minchia e di ingoiarla fino ai coglioni. E mi piaceva sentire la forza delle sue braccia sul mio viso, per costringermi a spompinarlo per bene.

Se avessi voluto avrei potuto fargli veramente male, mordendogli il cazzo, e lui lo sapeva, ma entrambi sapevamo che non sarebbe mai successo. Saro aveva ben capito che non avevo desiderato altro da quando li avevo incontrati: un bel cazzo duro dentro la mia bocca!

- Dai frocetto che ti piace! E piace tanto anche a me. La tua bocca e' il buco piu' caldo in cui il mio cazzo sia mai andato a finire. La tua lingua lavora di brutto!!! Lecca, lecca, lecca che sto venendo. -

Mi stava proprio fottendo la faccia e la bocca. Mi sentivo umiliato ma allo stesso tempo ero felice. Per la prima volta nella mia vita stavo provando un vero e proprio orgasmo. Il mio cazzo si era indurito a piu' non posso e le sue mani sul mio collo, cosi' forti e maschie, mi facevano impazzire. Spingeva la mia testa su e giu' cosicche' il suo cazzo potesse essere ben lavorato.

- Credo proprio che ora potrei anche fidarmi di te, frocione. Ti lascio il collo, continua da solo a farti fottere la faccia, dai. -

Non me lo feci ripetere due volte. Continuai a fargli uno splendido pompino come se mi costringesse ancora. Il suo cazzo era diventato enorme e a contatto con la mia lingua sentivo le sue vene che pulsavano il sangue. Con le mani iniziai a toccarlo, ad accarezzargli le gambe. Aveva delle cosce meravigliosamente maschie, muscolose e foderate dei suoi splendidi jeans.

- Saro, ma lo vedi come lavora bene questo frocio. Sembra che non ha mai fatto altro nella vita, questa checca puttanona. Ma mi voglio divertire anch'io dopo. Magari gli fotto il culetto vergine. -

E intanto io continuavo a leccare e toccare tutte le parti che potevo del corpo di Saro. Il suo culo era fantastico e sodo.

La sua minchia inizio' a inondarmi la bocca del suo splendido nettare.

- Succhia, frocione, succhia!!!!! -

Urlava sempre piu' forte Saro. Era venuto dentro la mia bocca e gli piaceva.

- Non perderne neppure una goccia checcone, dai, succhia tutto e lecca come solo tu sai fare. -

Mi piaceva da impazzire. Aveva un buon sapore, appena salato, quel fantastico latte che usciva dalla sua minchia turgida. E dire che il latte non mi era mai piaciuto!

Usciva sempre piu' sperma da quel suo cazzo duro e grosso. Sembrava davvero un fiume in piena e la mia bocca faceva fatica a contenerlo tutto. Inizio' a uscire un rivolo di succo maschio dalla mia bocca.

- Cazzo, frocio, non riesci proprio a ingoiare tutto il bibitone che ti ho preparato! Ma e' colpa tua se la mia produzione continua cosi' in gran quantita'. Sei stato troppo bravo e mi hai eccitato come nessuna donna c'era mai riuscita. -

E intanto continuava a fottermi la faccia. Sembrava non stancarsi mai. Ma anch'io non mi stancavo. Volevo ancora altro succo e non volevo perdermene una goccia, per cui ceravo di aiutarmi con le mani, messe attorno alla mia bocca per bloccare il fiume in piena dentro l'alveo della mia gola!

Stavo ancora ingoiando le ultime gocce di sperma di Saro quando una mano inizio' a toccarmi il culo. Un dito, poi due, quindi tre mi entrarono nel buco del culo. Era Nicola che era ormai troppo eccitato per aspettare oltre. Ma io ero stanco e soprattutto non volevo essere fottuto da dietro.

- No, ora basta, esci quelle dita dal mio corpo - dissi, cercando di farmi forza e rialzarmi. Per tutto il tempo ero rimasto in ginocchio davanti al corpo fantastico di quel maschione di Saro. Certo anche Nicola mi piaceva; era molto forte e muscoloso e il suo cazzo mi faceva davvero impazzire, ma no, non volevo essere fottuto anche nel culo.

- Ehi, vuoi scherzare, vero? Secondo te sono stato a guardare come sei bravo a farti fottere e poi non devo godere anch'io? Ti faccio forse schifo? -

- No Nicola, mi piaci, veramente. Ma ora sono stanco e poi non voglio violato il mio culo. -

- Ah ah ah. Ora fai il prezioso. Smettila che lo so che vuoi sentire cosa significa avere un maschio dentro di te, e non solo nella bocca. -

- No, basta o mi metto a urlare. -

- Basta lo dico io. Saro prendilo e bloccalo. -

Mi presero di nuovo con la forza. Saro mi teneva una mano sulla bocca per impedirmi di urlare. Nicola abbasso' i suoi pantaloni e usci' un cazzo duro e forte dai suoi jeans. Non portava mutande. Subito me lo schiaffo' dentro il culo. Che dolore, mi fece impazzire per il dolore e inizio' subito a fare il suo su e giu', dentro e fuori il mio culo con quella minchia forte e colossale.

Per il dolore morsi la mano di Saro, che impreco'. Ma poco dopo iniziai a provare un certo piacere. Mi misi a gemere per il piacere e Saro lo capi', anche perche' non opponevo piu' alcuna forza. Anzi, avevo iniziato a baciargli la mano.

Nicola, l'hai conquistato. Non recalcitra piu'. Gli piace, continua cosi'. Io quasi quasi toglierei la mano dalla sua bocca, perche' non ha piu' alcuna voglia di urlare, e' vero frocetto? -

- Si, mi piace, continua cosi' mio bel maschione. Dai, inculami, fammi sentire come i culattoni vanno trattati. Io succhiero' tutto. Voglio un altro bel fiume in piena del tuo succo meraviglioso dentro il mio culo, dopo lo splendido servizietto che mi ha fatto Saro. Siete i miei padroni maschi e io saro' sempre il vostro schiavetto frocio. -

- Bravo frocione, cosi' si fa. Hai visto che l'abbiamo fatto per il tuo bene? Avevi bisogno di noi - diceva Saro.

E intanto Nicola stava venendo dentro di me.

- Si, sto venendo, si, si!!! Succhia tutto, bravo dai, stai succhiando alla grande. Ma che femmina e femmina. Sei eccezionale, mi piace come ingoi tutto, con forza. Mi sento troppo eccitato. Dai continua cosi', dai, si, si, si!!!!!! -

Ingoiavo come un pazzo, anche perche' ne stava uscendo davvero tanto di sperma da quel suo cazzo colossale.

Alla fine Nicola considero' il suo cazzo ben pulito e svuotato. E si che ne avevo ingoiato di sperma!

- Bravo frocione. D'ora in poi sarai un puttanone in cerca di cazzi e coglioni da leccare e svuotare. La tua vita e' cambiata con questo incontro fatale. Ringraziaci. -

- Si splendidi padroni. Devo veramente ringraziarvi. Mi avete fatto capire chi sono veramente. Voglio succhiare cazzi maschi per sempre. Ma ci rivedremo, vero? Vi prego, io mi sento vostro schiavo, non posso stare senza toccare la vostra maschia virilita' in futuro. -

- Non preoccuparti frocione, ci riincontreremo quando ne avremo voglia e tu dovrai essere a nostra disposizione, qualunque cosa tu stia facendo. -

- Certamente padroni miei. Sono vostro e sempre lo saro'. Mi avete aperto gli occhi e vi saro' sempre riconoscente. E poi i vostri cazzi e i vostri corpi sono fantastici. Come potrei stare senza toccarli? -

- Va bene, frocio. Hai capito tutto della vita ora. Vattene a casa per oggi. Ci rivedremo, non ti preoccupare, e ti divertirai ancora di piu'.

Oramai era fatta, ero diventato un frocione senza speranza. Nicola ci aveva dato di brutto ma io non sentivo piu' dolore ma solo piacere incommensurabile. Non avevo desiderato altro in tutta la mia vita. Finalmente due maschioni forti e rudi erano stati dentro il mio corpo, nella mia bocca e nel mio culo. Ero stato sverginato a dovere. Oramai mi sentivo un grande cocksucker sia di davanti che di dietro. La mia vita non sarebbe stata piu' la stessa da li' in avanti, ne ero sicuro.


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