ORSI ITALIANI MAGAZINE



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Le lezioni del nonno (parte terza) 

Un racconto di Baril8


Lezione tre

Continuano a lavorare nei campi fino a mezzogiorno, tornano alla cascina per lavarsi e ristorarsi. Marcello e' affamatissimo, e mentre il nonno cucina, mette in ordine la stanza spazzando il pavimento, pulendo il tavolo e avvicinatosi al lavello inizia a pulire le stoviglie sporche.
'Nonno, perché c'e' questo astio con i miei genitori? Insomma loro sono molto… come dire, rigidi sulla religione e sulle buone maniere, ma non si tratta solo di questo vero? Anche perché non credo che gli abbia fatto molto piacere che io sia venuto qui da te.'
Achille si piglia qualche minuto per rispondere, non vuole fare come sempre passando per la carogna che non e', per rendere l'immagine di Cosimo e Cesira, meno aspra di quanto gia' non lo sia, ma adesso e' troppo coinvolto con suo nipote che gli sembrerebbe fargli un torto non dirgli la verita'. Caspita tra l'altro e' maggiorenne da quattro anni quindi ha tutto il diritto di sapere come sono andate le cose.
'Sebbene la cosa mi riguarda da vicino e mi fa ancora ribollire il sangue, cerchero' di essere quanto piu' oggettivo possibile. Credo che tu conosca molto bene Don Saverio.'
Marcello annuisce, Don Saverio e' il parroco della Chiesa di San Pietro, unica parrocchia della cittadina di Sbirraseo.
'Bene diciamo che il nostro allontanamento reciproco e' dovuto in buona parte dal suo intervento. Tutto e' partito da quando tu eri molto piccolo, credo che a quei tempi non avessi nemmeno otto anni. La maggior parte delle famiglie che vivono a Sbirraseo conducono delle fattorie, piu' o meno simili alle nostre. A quei tempi ando' di moda il Concimax, un prodotto sperimentale misto tra concime e insetticida. Era un articolo rivoluzionario a quei tempi perché permetteva alle piante non solo di crescere e produrre frutti in meta' tempo rispetto al normale, ma le rendeva anche piu' forti dall'aggressione di parassiti e malattie varie. Le premesse erano molto buone tanto e' vero che l'azienda che lo produceva, penso' di rivolgersi al nostro centro, io dico che il motivo e' anche da ricercarsi nel fatto che siamo abbastanza isolati dal resto dell'Italia, per le sperimentazioni. I primi a provarlo furono i Farrisi. Ai primi tempi non fecero trapelare i risultati che stavano ottenendo, proprio perché le cose andavano bene; ma la gente non e' stupida e quando tutti gli altri videro - e molti comprarono - i loro pomodori e l'uva da tavolo e da vino a marzo, qualcosa inizio' a trapelare. Anche perché la mole di lavoro si era moltiplicata e certo non pagavano anche il silenzio dei loro manovali. Tra l'altro si stavano inimicando parecchia gente visto che battevano sul tempo tutti gli altri produttori di pomodori e vino.'
Marcello aveva finito di lavare tutto e Achille aveva messo i legumi a bollire, prese limoni e arance dal tavolo per preparare una spremuta. 'Come pensavano nonno che una cosa del genere non si venisse a sapere? Insomma perché hanno tentato di nasconderlo agli altri, questa cosa poteva renderci ricchi tutti.'
'Vedi figliolo la gente si crede furba e il guadagno facile a volte gli oscura la mente. Chissa' cosa pensavano, di sicuro avevano trovato un modo per guadagnare bene, ma non volevano condividerlo con nessuno perché cosi' sarebbero stati i soli a precorrere i tempi, insomma pensa a poter fare le conserve di pomodori ad aprile e venderle gia' pronte a maggio, stessa cosa per il vino. Potevano non solo accontentare prima il mercato ma anche coltivare piu' prodotti visto che qualsiasi cosa piantassero ci metteva meno tempo a crescere.'
Porse a Marcello un bicchiere di spremuta che bevve avidamente. 'I frutti erano buoni? Tu li hai assaggiati nonno?'
'Si Marcello, erano succosi ed erano anche piu' grandi del normale.' Achille bevve buona parte della sua aranciata ed emise un sonoro rutto.
'Fatto sta che appena si sparse la voce, buona parte delle persone iniziarono a contattare l'azienda e chiedere dei campioni del Concimax. Solo io e i Losci, non lo richiedemmo. Non so se sai che i Losci sono imparentati con Don Saverio e che lui comunque proviene da una famiglia molto ricca.'
'No questo lo ignoravo. Per questo in chiesa loro sono sempre seduti ai primi banchi…'
Achille riprese: 'Come dicevo tutti corsero a rifornirsi di Concimax, inclusi i tuoi genitori, e per circa un anno le cose andarono bene per tutti, i raccolti erano splendidi, non c'era bisogno di investire nulla perché il Concimax era gratuito e non c'era bisogno di altro diserbante o concime. Con l'anno successivo pero' le piante ripresero a crescere in maniera normale. Quindi non c'erano piu' fioriture a fine gennaio, ma a marzo come a tutti gli altri'
Marcello si alzo' dal tavolo per pulire i bicchieri sporchi 'Scusa nonno, ma voi che non avevate utilizzato il Concimax come ve la siete passata quell'anno?'
Il nonno allargo' le gambe e dopo una grattatina di pacco rispose: 'Male Marcello, fu molto difficile per me piazzare i miei prodotti visto che stranamente quell'anno erano anche i meno riusciti degli altri. Stavo quasi pensando di avvalermi anch'io del Concimax per non soccombere, ma arrivo' la notizia che non funzionava piu' e desistetti.
'Il Concimax stava fallendo e gli agricoltori volevano risposte dall'azienda sebbene non avessero alcun diritto di protestare visto che era una sperimentazione e non avevano pagato NULLA per averlo. L'azienda comunque per non perdere la faccia, dichiaro' che sapeva che il Concimax non avrebbe funzionato perché erano stati loro a renderlo inutile dopo un anno, le loro sperimentazioni erano state completate e chiesero agli agricoltori di acquistarlo se volevano usarlo. La commercializzazione in tutto il mondo sarebbe partita dopo un anno visto che tra marketing, pubblicita' e cazzi vari avrebbe dovuto aspettare affinche' il lancio del prodotto avvenisse come una scoperta rivoluzionaria. Gli agricoltori che l'avevano usato cioe' tutti, accettarono il compromesso ed iniziarono a vuotare le tasche del denaro che avevano guadagnato nell'anno precedente. Il prodotto costava molto e anzi a loro avevano fatto uno sconto visto che erano stati gli sperimentatori del Concimax. Ci fu un'altra annata buona ma non come la prima, ma tutti erano troppo presi dall'uso e dalla vendita dei prodotti per accorgersene. Fatto sta che dopo pochi mesi tutto torno' alla normalita'. Puoi ben capire come fossero incazzati a quel punto gli agricoltori visto che stavano pagando per un prodotto che non funzionava, l'azienda spiego' che il Concimax stava mutando ancora e le piante si abituavano troppo presto al concime per trarne il miglior vantaggio, poi visto che i costi di commercializzazione erano aumentati avevano chiesto a tutti di divenire azionisti della Diconse SpA dividendo poi anche i profitti della vendita del prodotto. Il Concimax era ulteriormente cambiato: questa volta vennero servite anche delle fiale da inoculare nel terreno prima di seminare i campi e nei pressi degli alberi da frutta per chi li avesse.'
Achille si alza dal tavolo rendendosi conto che il racconto sta diventando troppo lungo quindi controlla i legumi che sono quasi pronti e vi getta la pasta. 'Diciamo che per oggi basta cosi', mi si e' seccata la gola a parlare, prendimi un po' di vino per favore.'
Marcello prende la caraffa dal frigo 'ma dai nonno proprio sul piu' bello?'
'Non ti preoccupare Marce' abbiamo tutto il tempo che vogliamo e ti raccontero' il resto della storia in un'altra occasione. Adesso voglio solo mangiare che ho una fame da lupi.'
Marcello fa di nuovo il broncio per finta aspettando il nonno che gli servisse il piatto che poi trangugia in pochi istanti per richiedere il bis. Dopo pranzo si addormentano esausti per svegliarsi poi verso le 16.00 per riprendere il lavoro alle linee di pomodori. Finito il lavoro, cioe' in serata, sulla via del ritorno alla cascina Achille riflette sul fatto di aver compiuto la stessa mole di lavoro che lui da solo avrebbe compiuto in piu' di tre giorni, Marcello e' prezioso ed ogni giorno se ne rende conto sempre di piu'. Si accorge che Marcello e' corso avanti e giunto a casa lo sente di sopra che si sta lavando. Achille immaginandoselo sotto la doccia nudo inizia ad eccitarsi, stasera gli spetterebbe un bel pompino, ma Marcello potrebbe anche non avere voglia di scopare, ma sa bene anche che la possibilita' che Marcello non volesse farlo era vicinissima allo zero. Marcello scende giu' indossando solo le mutande e Achille nota bene il suo viso gioviale, i capelli folti e neri, il petto gonfio e peloso, la pancia abbondante, e le cosce come tronchi. Si nota anche l'erezione quindi ha piu' che voglia e quando si avvicina alla cucina dandogli le spalle e' in grado di rimirarsi bene quel culo a mandolino. Quanto avrebbe voluto affondarvi la faccia la lingua e qualche altra cosa pure.
'Mentre tu ti lavi mi occupo dei piatti sporchi che abbiamo lasciato prima'
Achille sale subito di sopra per la doccia, si lava accuratamente il cazzo, scapocchiandoselo e insaponandolo per bene. Poi passa anche al buco del culo, non si sa mai. Decide di chiamare Marcello e farlo salire in camera sua, ma l'altro risponde che sta finendo di lavare le stoviglie, appena pronto sarebbe salito di sopra. Sembra quasi che suo nipote ci stia mettendo piu' tempo apposta. Per passare il tempo allora inizia a fantasticare con l' immaginazione pensando a tutto cio' che potrebbe succedere con suo nipote, contestualmente inizia lentamente a segarsi. E' cosi' concentrato che non si accorge che Marcello ha finito i suoi lavori e lo sta spiando dalla porta. A quel punto, quando ormai l'eccitazione del nipote e' incontenibile gli fa:
'Ma non dovevamo fare i compiti?'
Achille quasi spaventato si gira verso suo nipote e poi sorridendogli gli dice:
 'Allora? Vediamo cosa hai imparato oggi?'
Marcello annuisce e si toglie le mutande mettendo in mostra il suo bel cazzo, contornato dalla fitta peluria. Sale sul letto e si mette a cavalcioni tra le gambe di suo nonno. Inizia ad accarezzare il suo petto peloso titillandogli i capezzoli, poi scende lungo la pancia e inizia a prendergli il cazzo in mano e fargli una sega.
'Questo lo hai imparato ieri.' Gli fa Achille.
'Ok, stavo facendo solo un ripassino.' Marcello avvicina il viso al cazzo in tiro del nonno. E' lungo quasi quanto il suo ma e' un po' piu' sottile. E' liscio ed odora di buono, lo scappella e inizia lentamente a leccare quella capocchia violacea. Poi porta su il prepuzio facendo il modo da coprire anche la sua lingua e continua a slinguazzare. Dopo scende lungo il bastone del nonno e gli acchiappa le palle con le labbra. Cerca di infilarsele in bocca ma non ci riesce, sono calde e i peli gli solleticano il naso. Alza gli occhi e nota suo nonno che lo osserva con uno sguardo arrapatissimo decide quindi di iniziare a prendergli il cazzo in bocca. Avvolge la cappella con la sua bocca calda e umida e succhia piano, la sensazione di avere il cazzo di suo nonno in bocca e' piacevolissima e lo arrapa molto. Scende piano piano con la bocca cercando di infilarselo tutto sforzandosi di tenere a bada i conati. Dopo le prime volte il cazzo sembra scivolargli meglio in bocca. Suo nonno ansima rumorosamente.
'Bravo Marcello, fammi sentire come ti piace succhiare il mio cazzo, cazzo quanto sei bravo, mi stai facendo proprio un bel bocchino, si continua cosi' succhia. Com'e'  calda la tua bocca mmm, mi fai godere…'
Marcello si prende il cazzo in mano e inizia a segarsi, non resistendo piu' all'eccitazione che gli provoca il cazzo di suo nonno in gola.
'Si Marcello, sento che ti piace avere il mio cazzo in bocca, cosi' come e' piaciuto a me stamattina avere il tuo uccellone duro.'
Marcello continua a succhiare avidamente la cappella del nonno, poi scende con la bocca lungo l'asta come se gli facesse una sega con la bocca e poi fa vorticare la lingua sulla cappella. Gli piace un casino ma sta anche iniziando a stancarsi. Il nonno quasi sapendo della sua fatica gli informa: 'Oh Marcello stai per farmi sborrare, dai succhia ancora, prendila tutta in bocca…'
Marcello aumenta il ritmo, non vuole perdersi la sborrata di suo nonno e poi e' curioso di sapere che sapore ha. Sente suo nonno ansimare sempre di piu', capisce che sta per arrivare e continua a succhiare. Sente il cazzo ingrossarsi e l'urlo di piacere di suo nonno, avverte gli schizzi caldi di sborra dentro la sua bocca e nella gola. Quasi soffoca e alcune gocce gli colano sul mento.
Continua a succhiarlo finche' non lo sente afflosciarsi. Il sapore e' buono, un po' amaro ma gli piace.
'Ah basta cosi' Marcello, che bel bocchino che mi hai fatto, mi hai svuotato completamente le palle, vieni qui che ti pulisco.' Marcello si avvicina al viso del nonno, che prendendolo alla sprovvista gli tiene fermo la testa con entrambe le mani poggiandogli la bocca lungo il mento per portargli via la sborra rimasta intrappolata anche nel pizzetto del nipote. Marcello sembra gradire allora osa di piu' e sale nella bocca, sentendola schiudersi inizia piano piano a baciarlo infilandogli piano la lingua. La sua reagisce bene visto che la tocca e gliela infila in bocca di botto, limonano per altri minuti quando Achille si accorge che il nipote si sta ancora segando. Gli chiede allora di avvicinarsi a lui e farsi una sega sulla sua faccia, indirizzando la sborra nella sua bocca. L'idea fa arrapare ulteriormente Marcello, che mettendosi cavalcioni inizia a segarsi selvaggiamente. Suo nonno lo accarezza lungo tutto il corpo, e quel contatto provoca al giovane dei brividi di piacere unici.
'Tieni nonno, bevi tutta la mia sborra aaaahhhh' cosi' dicendo schizza direttamente nella bocca aperta del nonno. Siccome il momento e' concitato alcuni schizzi vanno sull'intera faccia del nonno e anche sul petto. Una volta esaurita la sborra Marcello lecca via direttamente lo sperma dal petto del nonno, succhiando anche quello incastrata tra i peli, e passa alla faccia per poi terminare in un'altra lunga limonata col nonno.
'Ah Marcello,' dice il nonno accarezzando il corpo del nipote 'quanto mi stai facendo godere, che belli questi giorni, mi sento piu' giovane. E il lavoro che fai qui e' ottimo. E impari subito le cose nuove, pensavo che col pompino avresti avuto difficolta'.'
Marcello sdraiato accanto a lui quasi lo abbraccia: 'All'inizio non era facile coi conati, poi il pensiero di avere il tuo cazzo in bocca, il cazzo del nonno, mi ha fatto arrapare talmente che non ho potuto piu' smettere. Era cosi' liscio, e caldo e lo sentivo pulsare.'
'Ti e' piaciuta la sborra?'
Marcello sorride: 'la mia mi e' sembrata piu' dolce, ma anche la tua e' molto buona. Spero di fare quanto prima il bis.'
'Ma allora mi vuoi proprio svuotare.' Risero di gusto.
Quella sera dormiranno per la prima volta insieme, riposando e recuperando pienamente le forze consumate durante l'intensa giornata di lavoro e di pompini.

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