ORSI ITALIANI MAGAZINE




ATTENZIONE / NOTICE

Questa pagina contiene immagini di nudo maschile e testo a contenuto omoerotico: e' pertanto riservata a persone maggiorenni

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Il turno di notte

Un racconto di Tenerorso


I racconti pubblicati possono contenere descrizioni di sesso non sicuro: ricordate, sono opera di fantasia! Nella vita reale praticate sempre il Sesso Sicuro usando il preservativo.

The stories published in this section may contain descriptions of unsafe sex: remember, it's fiction! In real life always practice Safe Sex by using condoms.


Mi chiamo Andrea e da quando avevo 23 anni lavoro in un impianto industriale che produce polimeri nel nord Italia, sono un operatore di impianto turnista  cioè svolgo le mie mansioni facendo dei turni di lavoro mattutini pomeridiani e anche notturni.

Purtroppo con la crisi economica degli ultimi anni, la mia azienda non se la sta passando bene ed è stata costretta a mandarci tutti in cassa integrazione mantenendo delle squadre minime di sicurezza composte soltanto da due operatori a presidiare l’impianto ormai fermo.

Mi sono sposato a 28 anni, ora ne ho 30 e mai avrei immaginato di trovarmi in quella situazione.

Quel giorno avevo il turno di notte in coppia con un collega veterano prossimo alla pensione che si chiama Antonio.

Andavo molto d’accordo con lui, c’è stata sintonia fin dal primo giorno di lavoro, non era molto colto, aveva solo la terza media, ma il suo lavoro lo faceva bene e mi aveva insegnato praticamente tutto, per qualche mese ero diventato praticamente il suo cagnolino: lo seguivo ovunque per l’impianto, ero sempre al suo fianco pronto ad aiutarlo e ad imparare il più possibile.

Quando salivo sul pullman che ci portava in impianto mi sedevo sempre accanto a lui, ormai era diventata un abitudine, mangiavamo insieme e facevamo delle lunghe chiacchierate nell’arco delle otto ore lavorative, ormai ci conoscevamo benissimo.

Lui era sposato e aveva due figlie maggiorenni, mi parlava molto di loro, ne era orgoglioso ed io dopo un pò di tempo iniziai a provare emozioni strane per quell’uomo, provavo un forte affetto, lo sentivo come il padre che avevo sempre desiderato, mio padre era molto diverso,per lui non ho mai provato queste sensazioni.

Antonio era più basso di me ma di corporatura massiccia con una bella panza soda di chi ama mangiare e bere senza farsi troppi problemi, era pelato occhi scuri un bellissimo sorriso e portava sempre la barba lunga incolta di tre quattro giorni.

Negli spogliatoi mi era capitato spesso di vederlo in mutande mentre si cambiava o andava a farsi la doccia  e non so perché ma quando lo vedevo semi nudo andavo completamente in tilt, era ricoperto da una fitta peluria riccia e brizzolata sulla pancia e sul petto e anche le braccia e le gambe molto robuste erano ricoperte di folto pelo.

Più volte ho dovuto distogliere lo sguardo e andare di corsa in bagno per placare le fugaci erezioni. Non capivo più niente, ero attratto da quell’uomo anche dal lato fisico, portava sempre degli slip bianchi che gli mettevano in risalto il pacco.

Quando ci cambiavamo, io di sfuggita davo sempre un occhiata al suo arsenale mentre era distratto per cercare di capire quanto ce l’aveva grosso. A volte se lo sistemava con la sua manona e mi sembrava che la riempisse per bene anche da moscio.

Più il tempo passava e più mi rendevo conto di avere tendenze omosessuali, ma mentre il primo periodo facevo fatica a rimanere imperturbabile in sua presenza poi con il tempo ho imparato a controllarmi.

C’erano però delle situazioni che continuavo a gestire con molta difficolta ma che allo stesso momento desideravo ardentemente. una di queste era il momento in cui ci sedevamo in pullman l’uno accanto all’ altro ed io mi paralizzavo completamente.

A volte le nostre ginocchia si sfioravano nelle curve oppure si sfioravano le nostre mani mentre ci tenevamo alla sbarra del sedile e durante quel contatto di pochi secondi io non facevo niente per scostarmi anzi speravo durasse il più possibile, quel breve contatto provocava una vampata di calore istantanea così intensa che temevo potesse avvertirla anche lui, mi aveva solo sfiorato accidentalmente ma per me era come se mi avesse abbracciato nudo, come se mi avesse guardato negli occhi e poi baciato.

Anche quando gli passavo gli attrezzi capitava che le nostre mani si sfiorassero ma mentre per lui era una cosa banale per me era una sofferenza e allo stesso momento una goduria che mi provocava delle emozioni fortissime, mi chiedevo sempre se fosse possibile che si accorgesse delle sensazioni che mi scatenava.

Era sempre gentilissimo e premuroso, mi trattava come un figlio, ricordo che un giorno portò dei fichi d’india e me li sbucciò come si fa ad un bambino piccolo e me li passava con la mano anzi che con una forchetta come vorrebbe l’igiene.

Uno degli altri colleghi fece anche una battuta sarcastica dicendomi che poco prima Antonio era andato a pisciare e con la stessa mano che stava usando per darmi i fichi si era sgrullato l’uccello, facendo ridere tutti quanti e facendo piombare me in un imbarazzo letale, ma allo stesso tempo quell’immagine mentale mi aveva fatto eccitare, non avevo mai provato tanta vergogna in vita mia. Per fortuna la tuta da lavoro mi stava molto larga e quindi potei contenere la mia erezione.

Ormai era passato qualche anno ed eravamo molto in confidenza, quel giorno avrei dovuto fare il turno di notte solo con lui-

L’impianto era fermo per via della cassa integrazione, decisi di portarmi il computer portatile cosi avremmo potuto passare un po di tempo guardandoci un film.

Quando dovevo turnare solo con lui ovviamente ero sempre molto contento perché lo avevo tutto per me e non dovevo stare troppo attento agli sguardi degli altri.

La notte iniziò benissimo già dall’inizio, sul pullman potevo sentire chiaramente il suo odore di maschio inebriante, ogni respiro vicino a lui me lo faceva immediatamente ingrossare.

Negli spogliatoi si tolse la maglietta e andò a pisciare senza neanche richiudersi la porta dietro, ormai eravamo talmente in confidenza che non si copriva più neanche quando entrava in doccia.

Lo potevo vedere di spalle, aveva una mano su fianco e con l’altra manovrava l’idrante come un vero uomo facendo più rumore possibile mentre pisciava.

Se lo sgrullò un paio di volte, lo rimise dentro le mutande e uscì dal bagno con la cerniera ancora aperta.

Mentre si sfilava i calzoni e aveva lo sguardo chino, diedi un’altra sbirciata e vidi la macchia umida di piscio sulle sue mutande candide: che meraviglia avevo già avuto due erezioni da paura e la notte era appena iniziata.

Una volta cambiati andammo in sala controllo e ci sedemmo davanti ai monitor per dare un occhiata alle apparecchiature dell’impianto che per quanto fermo dovevano comunque essere sempre supervisionate per via delle sostanze tossiche che contenevano.

Mentre scorrevo le pagine con il mouse Antonio mi comparve improvvisamente alle spalle poggiando la sua mano sulla mia e dirigendo il mouse verso un allarme da tacitare, non riuscii a sfilare la mia mano da sotto la sua, la lasciai morbida e mi feci guidare da lui.

Il suo viso affiancò al mio guardava in direzione del monitor, c’era caldo lui aveva la polo sbottonata, dal colletto usciva un ciuffo di peli e il suo odore mi stava annebbiando il cervello, era come una droga, sentivo anche il suo fiato sul mio viso, eravamo vicinissimi, per pochi istanti mi sono completamente paralizzato e sono andato in apnea.

L’incantesimo si spezzò con la sua voce che mi riportò alla realtà dicendomi ti tacitare sempre quell’allarme, con voce alta e sicura gli risposi ”certo”.

Quindi si girò, si stiracchiò mettendo il petto villoso in fuori  chiedendomi se volevo un caffè come se niente fosse successo.

Lui non se ne accorse neppure, ma io ho rischiato di svenire tra le sue braccia per l’emozione. Dopo il caffè mi chiese di mettere su un film, avevamo il collegamento ad internet quindi in streaming potevamo vedere di tutto.

Scegliemmo un film d’azione ma neanche dopo dieci minuti dal suo inizio Antonio sbuffò e mi disse se potevamo guardare qualcos’altro.

Sulla sua faccia comparve un sorrisetto malizioso e con coraggio mi chiese di mettere su un porno.

La situazione stava diventando veramente imbarazzante ma io pendevo dalle sue labbra, avrei fatto qualsiasi cosa se me lo avesse chiesto, non esitai neanche un attimo con molta naturalezza gli feci capire che ero un esperto navigatore di siti porno, ovviamente cercai un porno etero anche se io ero più pratico di quelli “gay bears”.

Spegnemmo una delle luci così da avere il giusto contrasto sul monitor, il film partì ed alla prima scena piccante Antonio inizio a fare commenti osceni e a sistemarsi l’uccello che evidentemente iniziava a gonfiarsi e a dargli “fastidio”.

Buttandola sullo scherzo mi disse che sua moglie ormai gliela concedeva sporadicamente e che quindi lui era tornato a farsi qualche sega quando ne aveva voglia, me lo disse sorridendo ma io intuii che era tutto vero, d’altronde anche io che sono molto più giovane di lui, non disdegno di masturbarmi qualche volta, anzi spesso.

Ad un certo punto mi disse che gli stava venendo duro e mentre se lo toccava mi raccontò che da ragazzino con i suoi amichetti capitava che si masturbassero insieme e che facessero a gara a chi veniva per primo e a chi schizzava più lontano.

Si fece una risata e mi chiese se io avessi mai fatto la stessa cosa. Mentii dicendo che anche a me fosse capitato qualche volta, volevo tranquillizzarlo e fare in modo che si sentisse tranquillo anche se, visto cosa stava succedendo, mi rendevo conto che lui era fin troppo tranquillo.

La cosa non mi sembrava affatto normale, iniziavo a pensare che avesse strane idee in testa.

Quindi non persi tempo, ebbi l’intuizione che si volesse masturbare insieme a me se no perché raccontarmi quella storia, gli dissi che stava venendo duro anche a me.

Mi guardò sorridendo e mi disse di tranquillizzarmi perché si era accorto da tempo dei miei sguardi fugaci, dei miei imbarazzi, del tentativo di nascondere la mia attrazione per lui…

Dicendo questo mi posò una mano sulla gamba e all’improvviso non capii più niente, un turbinio di pensieri ed emozioni mi attraversarono, se n’era accorto chissà da quanto tempo!

Presi la sua mano e mi buttai su di lui sulla sua bocca, sentivo la sua barba contro la mia pungermi, era meraviglioso: ci baciammo per diversi minuti,  ogni tanto ci staccavamo solo per guardarci negli occhi e sorriderci senza dire niente.

Gli chiesi perché non me lo avesse mai detto, mi rispose nella maniera più ovvia “potrei essere tuo padre, non ce la facevo proprio a dirtelo e poi non ero sicuro, in fondo anche tu sei sposato”

Ci togliemmo entrambi la maglietta ed io iniziai ad annusare e leccare tutto il suo corpo strusciandomi in quella selva di peli fino ad arrivare alla patta dei pantaloni, lui si appoggiò con le mani alla consolle e mi disse “prendilo è tutto tuo”.

Gli abbassai i pantaloni e toccai il suo pacco che iniziava ad ingrossarsi dentro gli slip, ci posai il naso la bocca e infine lo tirai fuori, il suo forte odore di maschio mi inebriava, ancora barzotto me lo infilai tutto in bocca e iniziai a leccarlo e succhiarlo avidamente, ero in delirio non riuscivo a controllare più le mie pulsioni.

Ad un certo punto mi bloccò e mi abbassò i pantaloni, si inginocchiò, mi mise le mani sui fianchi e iniziò anche lui a spompinarmi.

Poi iniziò a palparmi il culo e con un dito mi violò il buco, mi fece voltare e mi allargò le natiche per poi iniziare a leccarmi il buco e a riempirlo di saliva .

Stavo godendo come una troia in calore, mentre mi allargava il culo con il suo ditone, con la bocca continuava a succhiarmi il cazzo.

Si fermò di nuovo e me lo rimise in bocca, aveva una cappella enorme e succulenta talmente gonfia che ne uscirono un paio di gocce di pre sperma, che gustai avidamente.

Lo feci girare e anche io mi immersi fra i suoi glutei allargandoli con le mani fino a vedere il suo roseo buchetto pulsante, ci misi prima il naso e inspirai a fondo poi iniziai a leccare, lui si irrigidì e mi disse di continuare.

Mi prese con una mano la nuca e continuò a spingere il mio viso tra le sue natiche, io leccavo e annusavo, leccavo e annusavo, ne volevo sempre di più e con le dita iniziai ad allargargli il buco e a leccare più in profondità...

Mi fermò, mi fece alzare e mi fece mettere a pecora con una gamba sulla consolle; lo sentivo premere da dietro mentre tentava di farsi strada nel mio culo prima con il dito e poi piano piano anche con il cazzo.

Quando riuscì a far entrare la cappella si fermò un attimo, provai un forte dolore ma poi pian piano il dolore svanì lasciando il posto all’estasi: iniziò a muovere il bacino e a fare entrare sempre più in profondità il suo cazzone, con le mani mi allargava bene il culo e mi stantuffava sempre più forte.

Io, tranquillo della nostra solitudine, mi lasciai completamente andare emettendo dei gemiti che mi facevano sentire la sua troia.

Poi mi girò a pancia in su, si mise le mie gambe sulle spalle e mi scopò anche da davanti, mi guardava negli occhi, grondava di sudore e ansimava come un gorilla; il suo petto villoso era completamente bagnato.

Poi si fermò e dall’ armadio tirò fuori un materassino che usava per dormire, lo poggiò in terra e vi si sdraiò invitandomi a da abbracciarlo; gli fui subito sopra; il mio culo voleva ancora essere riempito da quel grosso pezzo di carne, mi infilzò di nuovo nella nuova posizione, non ce la facevo più a resistere; averlo sotto di me vederlo in tutto il suo vigore mi mandava in estasi.

Iniziai a muovere il bacino, il culo e lui a darmi dei colpi sempre più profondi fino a che ad un certo punto non resistetti più e gli venni con un paio di schizzi potentissimi sulla pancia e sul petto peloso.

Venne anche lui dentro di me inondandomi le viscere con un getto di sborra bollente, poi con le dita raccolse il mio sperma e se lo porto alla bocca e ne diede anche a me, era ancora dentro di me, il suo nettare mi scorreva dentro e lui ruggiva di piacere con dei versi gutturali che echeggiavano nella sala controllo.

Quando mi sfilò dal culo quel bestione, il mio sfintere sembrava una voragine, e il suo sperma iniziò a colarmi fuori e a scendermi lungo le gambe, era stato bellissimo.

Mi chiese se mi fosse piaciuto, disse che quello sarebbe stato il nostro segreto, ovviamente ero d’accordo, non volevamo rovinare il nostro matrimonio, volevamo solo vivere appieno anche questo aspetto della nostra sessualità senza rimpianti, non c’era nessun bisogno che tutti lo sapessero, non ne sentivamo l’esigenza.

Mi disse che per lui era la prima volta, lo era anche per me, ce ne restammo lì  sdraiati, nudi, abbracciati a coccolarci e baciarci per un oretta fin che la sua vicinanza me lo fece ritornare duro come il marmo.

Lui sembrò leggermi nel pensiero e mi chiese se volevo provare a penetrarlo: non mi sembrava vero, avevo sempre pensato che fosse etero al cento per cento.

L’idea di sodomizzare e dominare un maschione come lui mi eccitava tantissimo, lo feci mettere a pecora e iniziai di nuovo a leccarli il culo e a ravanarli il buco con il dito.

Lui gemeva dal piacere come un maiale e quando si sentì abbastanza pronto mi disse volgarmente di fotterlo come una cagna che non aspettava altro.

Con entrambe le mani gli allargai bene quel culone peloso e gli affondai tutto il mio cazzo fino a fargli spalancare gli occhi.

Emise dei suoni gutturali tipo orso, mi disse che stava godendo e che aveva sempre desiderato provare a prenderlo nel culo.

Io nel frattempo lo montavo per bene , poi lo feci girare a pancia in su, gli sollevai le gambe e lo penetrai da davanti come fosse una bagassa, godeva da pazzi; i suoi occhi si rivoltavano all’insu dal piacere.

Con una mano iniziai anche a masturbarlo finché non sentii il suo enorme cazzone dentro la mia mano iniziare a pompare sborra come un idrante e anche io eiaculai tutto il mio sperma dentro di lui.

Poi mi accasciai sulla sua pancia e leccai per bene tutta la sua sborra ripulendo tutti quei ciuffi di peli uno per uno fino ad arrivare al cazzo divenuto ormai barzotto e morbido ma ancora più gustoso in bocca.

Ridendo, gli dissi che eravamo due maiali, ci baciammo ancora come due piccioncini, ci accarezzavamo e ci guardavamo negli occhi senza dire niente, poi ci addormentammo.

Verso le cinque ci svegliammo e andammo di corsa negli spogliatoi a fare una bella doccia, insieme questa volta.

Alle sei arrivarono gli altri due colleghi a darci il cambio turno, facemmo finta di niente e poi ce ne andammo a prendere il pullman per uscire dall’ impianto: faceva ancora abbastanza buio, segretamente ci tenevamo la mano, non potevamo fare altro, ma anche solo intrecciare le nostre dita di nascosto mi provocava una scarica di adrenalina.

Da quel giorno il turno di notte con Antonio divenne per noi il giorno della trasgressione e dell’amore segreto,