CHRISTOPHER STREET DAY A ZURIGO
di Orsodorato Walter Moser
Il Christopher Street Day di Zurigo ovvero annusate tra orsi italiani e orsi svizzeri
Anche quel sabato, 29 giugno, in viaggio verso nord,
pochi chilometri a distanza dal portale sud della galleria ferroviaria del
S.Gottardo ipotizzavo sul tempo al di là delle Alpi, vera e propria
barriera climatica: sole sorridente come in Ticino o il solito grigiore
con piovischio che stranamente mi capitava con regolarità durante
le mie ormai rare escursioni a Zurigo? Quando, dopo 10 minuti, sboccai a
Goeschenen il mio pessimismo era fondato, non l'aspettativa più tetra
però, ma il cielo grigio perla e quell'atmosfera melancolica non
mi esaltavano e un po' demoralizzato rievocai la festosità, l'allegrezza
e i colori del Pride di otto giorni prima a Milano. Certo, non furono soltanto
le condizioni climatiche più ostili a frenare il mio entusiasmo e
la mia curiosità nei confronti della manifestazione per cui avevo
intrapreso quel viaggio, il Christopher Street Day (CSD) di Zurigo, ma ben
altro: avrei voluto parteciparvi con il mio compagno Nounours Emilio che
in quel giorno però sfilava al Pride di Roma. Mentre il treno serpeggiando
prima lungo i pendî rocciosi della Valle del Reuss poì fiancheggiando
diversi laghi e laghetti si avvicinava a destinazione mi chiesi continuamente
quale sarebbe stato l'impatto con questa manifestazione nel mio luogo natìo,
se tra la folla avrei intravisto qualche faccia nota o meno. Preoccupazioni
che si dissiparono appena giunto puntualmente alle ore 13.30 al luogo di
partenza della sfilata, l'Helvetiaplatz, piazza già affollatissima
e coloratissima e scorto una bandiera che sventolava tra palloncini e festoni
arcobaleno, quella degli ORSI SVIZZERI, anzi degli SWISSBEARS - BARTMAENNER
SCHWEIZ (denominazione ufficiale). Circa una ventina di omoni rispettabili,
tutti con barba o baffi, alcuni in army look, altri in leather tra cui uno
addirittura con una tradizionale lederhose bavarese che metteva in risalto
due sodissimi polpacci pelosi, altri ancora semplicemente in canottiera,
si riuniva sotto lo striscione intrattenendosi in piacevoli chiacchierate.
Una simpatica famiglia ursina alla quale fra poco mi sarei aggregato anch'io,
già, come lo diceva il motto del CSD 2002: We are family.
La sfilata iniziò, sprazzi del sole nel frattempo
riapparso la riscaldavano. Ci si avviò verso il centro storico della
città, fiancheggiati, come constatavo, non solo da passanti di ogni
età che per curiosità interrompevono per una decina di minuti
la loro frenesia dello shopping "sabatino", ma anche da tanti
simpatizzanti ovvero da 'familiari'. Riconobbi fra loro addirittura qualche
ragazzo, invecchiato di 20 anni, assiduo frequentatore dei locali gay zurighesi
degli anni Ottanta come me. Eh sì, con un po' di malinconia pensai
a questi tempi che ci si incontrava al rinomato Barfüsser Bar,
locale leather e primo bar gay svizzero in assoluto (fu inaugurato all'inizio
degli anni 60), al Café Odeon che dopo il suo periodo aureo
come bar stile liberty tutto marmo e ottone degli artisti e letterati della
prima metà del 900, fu dimezzato e trasformato in boutique, in seguito
farmacia, e locale trendy per yuppies, al Tip Top Bar, locale di
spazio ridottissimo, molto intimo, tapezzato interamente di foto di Hildegard
Knef e di Marlene Dietrich (numerosi i loro dischi ovviamente anche nel
jukebox) e frequentatissimo soprattutto durante il Carnevale, nel frattempo
cambiato in Thai-Bar, o al Pussycat con il mitico barman Andy, il
mio locale preferito (sulla porta d'ingresso lucicava una targhetta con
scritto "Only for men"), pochi passi dalla Stazione Centrale,
dove oggi s'innalza un altro dei tanti anonimi complessi aziendali.
Quanto ci si avvicinava al centro, tanto aumentavano la spensieratezza dei partecipanti, un accenno di saluto di qua uno di là, volantini e baci a signore e rispettivi mariti barbuti sul marciapiede (questi ultimi, bisogna aggiungere, rimasero a volte non poco esterrefatti) e la curiosità degli Orsi sfilanti nei confronti di Romualdo, orsacchiotto in peluche che mi accompagna dappertutto, e di me, orsonuovoarrivato. Il primo ad accostarmi, Roland degli ORSI BRISGOVESI (BREISGAUER BÄREN) che fra l'altro m'informò sul Pride loro, quello di Friburgo in Brisgovia del 27 luglio, poi Frank e Ernst degli SWISSBEARS che a fine corteo m'invitarono a bere la birra in un tendone, appositamente montato per il CSD oltre ad innumerevoli bancarelle nell'area dell'ex-caserma, una specie di allegro lunapark coloratissimo, zeppo di orsi ed altri animali, cuccioli, giovani e meno giovani, maschi e femmine. Ma non fu un'impresa facile per F.& E. a farmi sciogliere la lingua, orsotimidone come sono!! Intanto mi raccontarono loro delle varie attività degli SWISSBEARS (consultabili tutte sul sito www.swissbears.ch), dei raduni, delle escursioni in campagna, delle serate fondue in baita, delle sedute pomeridiane in sauna, e ..., dell'elezione del MR. BEAR SWITZERLAND 2002 del 12 ottobre guardandomi di sbieco. "Ma tu sei orso troppo magro almeno secondo i parametri elvetici, e i peli??", obiettarono divertiti.
Certo, le piacevoli annusate tra orso italiano e orsi svizzeri avrebbero potuto protrarsi fino a notte fonda, ma purtroppo dovetti scappare per raggiungere l'ultimo treno verso sud. E così la questione sulla mia ursinità rimase irrisolta.
Orsodorato Walter Moser